FRANCIACORTA 


La vocazione di un territorio per il vino
 

 

Il territorio della Franciacorta comprende il bacino morenico che si estende a sud del lago d'Iseo, in quella parte della provincia di Brescia compresa tra i fiumi Mella a Est e Oglio a Ovest, fino a lambire le pendici del Montorfano.

Una zona di straordinaria bellezza che dalle rive del lago si sviluppa in un susseguirsi di tenui colline e valli suggestive adornate da antichi borghi, castelli, ville patrizie chiese e abazie.

Diverse sono le teorie sull'origine del nome di questa regione, ma la più accreditata è quella che fa risalire Franciacorta alle "Franchae Curtes" (Corti Franche), ossia quelle comunità di monaci benedettini cluniacensi insediatesi in quest'area in epoca medioevale che beneficiavano di sgravi fiscali a fronte della loro attività di bonifica del territorio.

Ancora più antica del nome è, tuttavia, la tradizione vitivinicola di queste terre le cui prime tracce risalgono addirittura alla preistoria e che è proseguita nelle diverse ere e sotto le diverse dominazioni che si sono succedute in Franciacorta fino ad arrivare ai nostri giorni.

Una tradizione e una storia millenaria che hanno saputo trovare nella produzione del vino spumante di Franciacorta la vocazione ideale del territorio.

Di particolare rilievo, in tal senso, è la testimonianza lasciataci dal medico bresciano Gerolamo Conforti che già nel 1520 nel suo "Libellus De Vino Mordaci" (Trattato sul Vino Mordace, ossia mosso e spumante) descrive il vino prodotto in Francaicorta esaltandone sia il gusto che le proprietà lenitive.

Oggi la Franciacorta è un territorio che ha saputo conciliare il suo antico e glorioso passato con lo spirito laborioso e l'intraprendenza dei sui abitanti i quali hanno arricchito la propria terra con il loro lavoro e la loro tenacia.

Gli straordinari vini che qui si producono racchiudono in sé la storia millenaria, la bellezza e lo spirito di questa terra facendosi ambasciatori del nome della Franciacorta nel mondo.

 
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LA CANTINA


Il cuore della Franciacorta aperto al mondo

 

 

La proprietà della Famiglia Biondelli appartiene al territorio di Bornato, un antico borgo sito nel cuore della Franciacorta.

L'azienda agricola, che comprende diversi terreni, ha il suo centro in una cascina cinquecentesca edificata di fronte allo storico castello medioevale di Bornato (oggi Villa Orlando) e all'inizio della splendida Valle del Longarone racchiusa tra gli abitati di Bornato, Cazzago San Martino e Calino.

Gli stessi luoghi in cui nel 1438, durante la guerra tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia per il controllo di Brescia e Bergamo, si verificarono i combattimenti tra le truppe milanesi guidate da Nicolò Piccinino e le milizie venete condotte dal bresciano Antonio Martinengo e da Erasmo da Narni detto il Gattamelata.

La proprietà, detta Breda (termine che indica un podere di più campi distribuiti intorno a una casa colonica derivante dal latino "proedium", o dal longobardo "braida"), fu acquisita nel periodo immediatamente successivo alla fine del secondo conflitto mondiale da Giuseppe Biondelli, futuro Ambasciatore d'Italia e allora Console Generale a Innsbruck in Austria.

A tale proposito è interessante notare come un curioso destino sembri legare questa antica proprietà con il mondo della diplomazia.

Prima di divenire proprietà dell'Ambasciatore Giuseppe Biondelli, la tenuta apparteneva, infatti, al conte Alessandro Fè d'Ostiani (1825-1905), Senatore del Regno d'Italia e Ministro Plenipotenziario in diversi paesi (Cina, Giappone, Brasile, Belgio e Grecia). La proprietà passo poi a sua figlia Paolina che andò in moglie al conte Charles Jean Tristan de Montholon Sémonville (1843-1899), anch'egli diplomatico che arrivò a ricoprire la carica di Ambasciatore di Francia in Isvizzera.

Un passato glorioso che per circa un secolo ha fatto di Bornato un crocevia della diplomazia Europea e che si pone come base ideale alla vocazione della Famiglia Biondelli di far conoscere i vini di Franciacorta ben oltre i confini nazionali.

E' con questo obiettivo che gli antichi ambienti della cascina sono stati completamente ristrutturati e ampliati con la costruzione della cantina sotterranea, al fine di creare una struttura idonea alla vinificazione delle diverse uve (Chardonnay per il Franciacorta e Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Nebbiolo e Barbera per il Curtefranca Rosso) provenienti dai vigneti impiantati in base alla specifica vocazione dei terreno.

Oggi l'antica tenuta è una moderna azienda dotata delle tecnologie enologiche più avanzate e in grado di garantire una produzione di vini di alta qualità in un perfetto connubio tra tradizione e modernità.

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LA SCELTA BIOLOGICA


Il rispetto per l’ambiente e l’attenzione per i nostri clienti

 

 

Il pluri-secolare impegno della Famiglia Biondelli nel settore agricolo ha permesso di sviluppare nell’ambito della stessa un forte sentimento di attaccamento al territorio e una grande attenzione per la conservazione dell’ambiente.

Questa visione è stata recepita dalle Cantine Biondelli che, al fine di ridurre al minimo l’impatto ambientale dell’attività produttiva e per garantire il massimo livello qualitativo dei vini prodotti, hanno avviato dal 2010 la conversione della coltivazione delle proprie viti ai criteri della Cultura Biologica.

Tale processo, monitorato e certificato dall'Istituto Mediterraneo di Certificazione, comporta l’esclusione dell’utilizzo di pesticidi e fertilizzanti nel trattamento delle viti oltre a imporre una considerevole riduzione dei solfiti (l’additivo utilizzato per la conservazione delle bevande alcoliche) presenti nel prodotto finale.

Una strada che richiede un notevole impegno e grande attenzione in ogni fase produttiva, ma che permette l’azzeramento della dispersione in ambiente di sostanze potenzialmente nocive e l’abbattimento della presenza delle stesse nel prodotto finale.

Con questa scelta le Cantine Biondelli si propongono, quindi, di offrire un livello qualitativo superiore dei propri vini, limitando radicalmente la ricaduta ambientale delle proprie attività sul territorio.     

 

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IL TERRITORIO


Bornato, un antico borgo nel cuore della Franciacorta

 

 

Bornato è un antico borgo rurale sito nel cuore della Franciacorta il cui territorio si sviluppa partendo da una zona collinare per poi scendere lungo la bellissima valle che lo separa dai confinanti paesi di Cazzago San Martino e Calino.

Anche se le prime testimonianze d'insediamenti umani risalgono al periodo Neolitico, la storia di questo centro ha avuto di fatto inizio con l'arrivo dei Galli Cenomani nel IV secolo A.C. Alla presenza nella zona di questo antico popolo è, infatti, riconducibile il nome di Bornato, che deriverebbe dal celtico Bor ("sorgente") a testimonianza delle numerose fonti tuttora presenti nell'area.

Con la conquista romana la rilevanza del luogo andò aumentando e Bornato divenne un importante pagus (una circoscrizione amministrativa del territorio rurale) il cui rilievo strategico era testimoniato da una fortificazione romana (nucleo originario del successivo castello medioevale) posta a custodia della strada consolare che univa Brescia a Bergamo.

Con la caduta dell'Impero il centro abitato continuò a svilupparsi prima attorno alla pieve Longobarda e poi al castello medioevale che fu sede della famiglia Bornati, gli antichi feudatari della zona.

Divenuto parte dei domini della Repubblica Veneta, attorno all'antico abitato nei secoli si svilupparono numerose ville patrizie, utilizzate dalle nobili famiglie bresciane che avevano possedimenti in questa zona sia come residenze di campagna sia come centri amministrativi delle proprietà terriere da esse gestite.

E' da notare come già in questo periodo il territorio di Bornato fosse rinomato per la produzione di vini, tanto da venire menzionato assieme ad altri comuni della zona dall'antiquario ed erudito bresciano Ottavio Rossi (Brescia 1570-1630) nelle sue Memorie Bresciane del 1611 per gli "eccellentissimi vini" che vi si producevano.

Una conferma di quanto già riportato nel Catastico Bresciano redatto nel 1610 per il Senato di Venezia dal podestà di Brescia Giovanni da Lezze Conte di Croce (Venezia 1554-1625), dove si fa riferimento ai "perfettissimi vini" che si ottenevano a Cazzago San Martino, comune limitrofo a cui Bornato è unito dal 1927.

Tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo allo storico borgo venne indirettamente dato rilievo internazionale grazie alla presenza prima del Conte Alessandro Fè d'Ostiani (1825-1905), Senatore del Regno d'Italia e Ministro Plenipotenziario in diversi paesi (Cina, Giappone, Brasile, Belgio e Grecia), poi del Conte Charles Jean Tristan de Montholon Sémonville (1843-1899), marito della figlia del Conte Alessandro e Ambasciatore di Francia in Isvizzera e, infine, dell'Ambasciatore Giuseppe Biondelli (1890-1972) che, a seguito del matrimonio con Clementina dei Conti Maggi di Gradella, acquisì la proprietà dei Conti Fè d'Ostiani per farne la residenza estiva della propria famiglia.

Oggi il paese rappresenta uno degli angoli più affascinanti e caratteristici della Franciacorta, avendo preservato nei secoli il suo fascino di antico borgo rurale. Al suggestivo centro storico, adornato dal castello (oggi Villa Orlando) e dai numerosi antichi palazzi ed edifici storici, fa, infatti, da cornice un paesaggio agreste contraddistinto dall'alternarsi di vigneti e boschi secolari.

Un'atmosfera quasi incantata che come seppe conquistare l'animo del celebre pianista Arturo Benedetti Michelangeli, che qui negli anni sessanta acquistò una villa e passò alcuni anni della sua vita, non può lasciare indifferente nessuno che abbia avuto la fortuna di visitare questi luoghi. 

 

 
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LA FAMIGLIA 


Impegno e passione

 

 

Le origini della Famiglia Biondelli si ritrovano nella città di Piacenza, dove fu esponente del patriziato cittadino nel periodo dell'antico Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla.

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Attivi nel commercio della seta oltre che nel settore agricolo con importanti possedimenti nel piacentino e nel confinante Ducato di Milano, i Biondelli svolsero anche rilevanti incarichi nell'amministrazione ducale della città sotto la reggenza delle diverse dinastie che si susseguirono alla guida dello stato, ricoprendo, in particolare, la carica di tesorieri della città per tre generazioni (dal 1737 al 1804).

Sarà con Giuseppe, nato nel 1890 a Pesaro dove un ramo dei Biondelli si era trasferito in seguito all'unità d'Italia, che le vicende della famiglia incrociarono quelle del territorio della Franciacorta.

Diplomatico di carriera, dopo aver ricoperto incarichi in Cina (a Shangai e Hong Kong) ed essere stato Console Generale a Monaco (principato), Liverpool, Berlino e Londra nei difficili anni che precedettero l'inizio della seconda guerra mondiale, Giuseppe Biondelli arrivò in Franciacorta a seguito del matrimonio con Clementina dei conti Maggi di Gradella.

È, infatti, per venire incontro all'amore di sua moglie per la Franciacorta (la famiglia Maggi aveva antichi legami con questo territorio) che l'allora Console Generale acquistò a Bornato la villa e l'annessa proprietà agricola che erano in precedenza state di proprietà dei conti Fè d'Ostiani.

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Una scelta che egli fece convinto dalla bellezza dei luoghi e dall'immediata vicinanza nel confinante territorio di Calino della dimora del conte Aymo Maggi, ideatore della storica gara d'auto delle Mille Miglia nonché cugino di sua moglie Clementina.

Ambasciatore d'Italia, Giuseppe Biondelli fece di Bornato la residenza estiva della propria famiglia, curando la proprietà rurale con l'avvio delle prime coltivazioni della vite.

Sarà poi suo figlio Carlottavio, da sempre impegnato in prima persona nel settore agricolo, a estendere ulteriormente la cultura della vite e a sviluppare l'attuale cantina, ristrutturando e ampliando a tale scopo l'antica cascina cinquecentesca cuore della proprietà agricola.

Oggi Carlottavio, aiutato dalla moglie Mariella e dai figli Francesco e Joska, gestisce l'attività vitivinicola con l'impegno e la passione che nel tempo ha contraddistinto tutti i membri della famiglia Biondelli nelle attività e nelle iniziative da loro intraprese.

 

 

 
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